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Szeged (Ungheria) Mobilità di gruppo

Immagine del redattore: Redazione
Redazione
27 nov 2025
Tempo di lettura: 2 min

Abbiamo partecipato a un Erasmus in Ungheria, a Szeged, un piccolo paese vicino al confine con la Serbia. Eravamo ospitati da famiglie locali: la mattina andavamo a scuola insieme ai ragazzi che ci accoglievano e seguivamo le loro lezioni.

Appena arrivati siamo andati subito alle terme, molto diverse dalle nostre. Alcune vasche erano alimentate direttamente da acqua che sgorgava dal terreno, ricca di sali minerali. L’acqua aveva un colore scuro e un odore particolare, e in certe piscine non si poteva restare troppo a lungo proprio per la concentrazione dei minerali.

Quella stessa sera abbiamo assistito e partecipato a balli tradizionali ungheresi, eseguiti in cerchio e accompagnati da musica folkloristica dal vivo: un’esperienza molto coinvolgente.

Dal lunedì abbiamo iniziato ad andare regolarmente a scuola. I ragazzi che ci ospitavano seguivano anche il corso di italiano e frequentavano l’indirizzo musicale in una scuola artistica. La scuola era molto attrezzata: c’erano aule dedicate alla scultura, alla tessitura e diversi laboratori creativi. Ci hanno mostrato, ad esempio, come intrecciano i fili per creare delle tele. Le loro lezioni erano frontali, molto più delle nostre, ma più brevi, duravano circa 45 minuti con una pausa di 10 tra una lezione e l'altra. Abbiamo anche assistito a una lezione di canto lirico, poiché l’opera italiana fa parte del loro percorso, e abbiamo cantato insieme anche “Albachiara”.

Il pomeriggio svolgevamo attività diverse: una caccia al tesoro, una gita di un giorno a Budapest – anche se ha piovuto molto e siamo riusciti a vedere pochissimo – e altre visite culturali.

La vita in famiglia è stata interessante e molto diversa dalla nostra. Ad esempio, non avevano l’abitudine di mangiare tutti insieme: ognuno pranzava in momenti e luoghi diversi della casa. Una cosa che ho apprezzato molto è che la famiglia aveva un grande giardino con piante da frutto e un orto: il padre le raccoglieva ogni mattina le fragole e ce le portava erano enormi e dolcissime. Una sera abbiamo fatto una grigliata tutti insieme e ne ha raccolte sul momento per offrircele.


Dal punto di vista linguistico, questa esperienza mi ha aiutato tantissimo: mi sento molto più sicura nel parlare inglese e ho imparato a sciogliermi nella comunicazione quotidiana. Ho anche scoperto aspetti curiosi della lingua e della cultura, come i diversi versi degli animali, che cambiano da paese a paese.

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Il programma Erasmus è finanziato dall'Unione Europea grazie a fondi appositamente stanziati. Questa iniziativa offre opportunità di studio e formazione all'estero, promuovendo l'integrazione e la mobilità degli studenti. 

 

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